Crescono i prestiti alle famiglie, non quelli alle imprese

In Italia, nel terzo mese del 2016, crescono i prestiti alle famiglie ma rallentano quelli alle imprese. È questo il risultato messo in evidenza dall’ultima rilevazione della Banca d’Italia riportata nell’ultimo Supplemento al Bollettino statistico “Moneta e Banche”.

Famiglie e imprese, due facce di una medaglia

prestiti alle famiglieA marzo 2016, secondo quanto riportato dallo studio pubblicato dalla Banca d’Italia, i prestiti alle famiglie italiane fanno registrare una crescita anno su anno dell’1,1 per cento. Opposto l’andamento dei prestiti alle società non finanziarie che diminuiscono, in un anno, dello 0,3 per cento. I depositi del settore privato, nell’arco di un anno, crescono a un tasso del 3,9 per cento, mentre diminuisce in modo sensibile la raccolta obbligazionaria: anno su anno perde il 15,2 per cento.

Ancora in calo i tassi di interesse sui mutui

Il documento prodotto dalla Banca d’Italia evidenzia anche una tendenza al ribasso per i tassi di interesse sui mutui. Il dato, infatti, evidenzia che i tassi d’interesse sui finanziamenti erogati nel corso del terzo mese del 2016 alle famiglie italiane per l’acquisto di abitazioni hanno toccato quota 2,68 per cento. a febbraio erano al 2,76 per cento. per quanto riguarda, invece, i tassi di interesse sulle nuove erogazioni di credito al consumo il dato tocca l’8,37 per cento. Un solo mese prima era all’8,52 per cento.

Imprese e tassi di interesse

Guardando ai tassi d’interesse relativi ai nuovi prestiti concessi alle società non finanziarie di importo fino a 1 milione di euro, il Supplemento, evidenzia che sono risultati pari al 2,57 per cento. La percentuale, a febbraio, era al 2,73 per cento. In riferimento ai tassi di interesse sui nuovi prestiti di importo superiore a 1 milione di euro, invece, la soglia si attesta all’1,39 per cento, mentre il mese precedente, quindi a febbraio, era all’1,34 per cento. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere, invece, sono stati pari allo 0,49 per cento.

Diminuiscono le sofferenze bancarie

La Banca di Italia, infine, si sofferma anche ad approfondire lo stato delle sofferenze bancarie. A marzo 2016 e tenendo presente i dodici mesi, nel confronto con il mese precedente, risultano in diminuzione. Sono al 3,9 per cento, un mese prima erano al 4,7 per cento.

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