Gli italiani scelgono di risparmiare, la paura frena i consumi

La ripresa c’è, seppure non particolarmente sostenuta, ma gli italiani sono ancora molto diffidenti e preferiscono risparmiare piuttosto che investire. È quanto viene fuori dal una recente analisi effettuata dal Centro Studi di Unimpresa, associazione nazionale di piccole e medie imprese, su rilevazioni della Banca di Italia.

Nel 2015 crescono i risparmi delle famiglie italiane, la fiducia nella ripresa stenta a decollare

I conti depositoStenta a decollare, quindi, la piena fiducia delle famiglie italiane in una ripresa considerata ancora troppo debole. Qual è la diretta conseguenza di questo stato di incertezza? L’aumento, in un anno, di oltre 20 miliardi di euro dei risparmi delle famiglie italiane. Nell’arco del 2015, infatti, il volume complessivo dei risparmi degli italiani ha toccato quota 915 miliardi. A frenare investimenti e consumi, perché a risparmiare non sono solo le famiglia ma anche le imprese sono soprattutto le cicatrici della lunga crisi economica che si sta provando a lasciarsi alle spalle e la paura dell’introduzione di nuove tasse. Questi due elementi hanno fatto sì che da febbraio 2015 a febbraio 2016 si sia registrato un importante incremento delle riserve italiane: passate da 1.555 miliardi a 1.595 miliardi, con un aumento del 2,52 per cento, pari a quasi 40 miliardi di euro.

Aumentano le riserve di assicurazioni e fondi pensione

Secondo le rilevazioni effettuate dal Centro Studi dell’Associazione nazionale, inoltre, sono in crescita anche le riserve di assicurazioni e fondi pensione che sono aumentate, nell’arco di dodici mesi, del 5 per cento, contado su un miliardo di euro in più. Ancora più consistente l’incremento fatto registrare dalle riserve delle imprese familiari: +8 per cento in un anno, sono aumentate di circa 4 miliardi di euro.

Come risparmiano gli italiani? Liquidità sul conto corrente

Ma come conservano i propri risparmi le famiglie italiane? Unimpresa mette in evidenza la preferenza per i conti correnti. È questo lo strumento che le famiglie scelgono per accumulare i risparmi, favorendo la crescita di una liquidità “a portata di mano”, priva di alcun vincolo. Il saldo dei conti correnti, infatti, è cresciuto di 61 miliardi. Passando, così, da 808 miliardi a 869 miliardi, con un incremento del 7 per cento. A registrare una flessione, invece, è il ricorso ai conti deposito. Sono soprattutto quelli con durata prestabilita a perdere 34 miliardi di euro in un anno. Gli italiani scelgono la liquidità, a costo di perdere l’occasione di un rendimento a rischio zero.

I vantaggi di un conto deposito

Il conto deposito, infatti, rappresenta un investimento sicuro. Un modo per mettere a frutto i propri risparmi senza incorrere nelle incertezze del mercato. È la strada più solida per chi sceglie di investire potendo contare sulle dovute garanzie. Sul mercato l’offerta di servizi finanziari appartenenti a questa tipologia è davvero ampia, alcuni offrono rendimenti fino al 2 per cento, soprattutto per chi scegli di vincolare le somme per almeno dodici mesi. Tra le numerose offerte, è Ing Direct, con il suo Conto Arancio, a garantire, con ogni probabilità, il conto deposito migliore: estremamente flessibile, una delle migliori soluzioni per gestire in tutta semplicità i propri risparmi e farli fruttare con tassi di interesse vantaggiosi.

Aziende, famiglie, banche: la paura fa crescere i salvadanai

Come visto, è soprattutto la paura di nuove tasse e l’incertezza che la crisi ha lasciato uslle spalle di molti a frenare la voglia di spendere. Crescono, quindi, i salvadanai di famiglie, banche e imprese. Secondo Unimpresa, il valore complessivo delle riserve di famiglie, banche e imprese, da febbraio 2015 a febbraio 2016, è passato da 1.555,7 miliardi a 1.595,5 miliardi. L’aumento, in totale, è stato pari a 39,2 miliardi di euro, un +2,52 per cento.

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